Dove andiamo?

La barca a vela, trovandosi sempre tra Reggio Calabria e Tropea, può percorrere in giornata, tutte le rotte fino a 20 miglia nautiche. Nello Stretto di Messina e lungo la Costa Viola Calabrese vi troverete in dei posti meravigliosi impregnati di storia che sono diventati simbolo di un’identità marinara radicata nel tempo.

Il più bel chilometro d’Italia –  Una passeggiata decisamente alternativa, a vela, costeggiando il Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria e il primo approdo dell’antica Città Reghion tra l’odierno torrente Calopinace e Punta Calamizzi che proteggevano dai venti Settentrionali e lo Scirocco.
A soli 15 minuti dal porto di Reggio Calabria per rilassarsi e lasciarsi alle spalle lo stress di un’intera giornata di lavoro.

La traversata dello Stretto di Messina – Attraversare lo Stretto di Messina in barca a vela è il modo migliore per iniziare ad assaporare il valore della crociera a vela. Con il vento che soffia costante qui nello Stretto, di traverso e di bolina si può raggiungere facilmente la Sicilia. Sfioreremo l’antica falce sabbiosa di San Raineri e ritorneremo verso casa con la possibilità di giocare con qualche delfino alla prua.

Verso un antico approdo Greco – La Baia di Catòna è una baia incantevole di fronte allo Stretto di Messina. Servì fin dall’antichità come primo approdo per i naviganti per ripararsi sia dalle forti correnti marine che dai forti venti dello Stretto. Di estate ci si può ancorare e farsi un bel bagno lontani dallo stress da spiaggia.

La rotta di Scilla e Cariddi – Una giornata all’insegna dei miti, delle leggende e della bellezza offerta da questo luogo meraviglioso, lo Stretto di Messina. Studieremo le correnti marine per attraversarlo. Sapientemente sfrutteremo le condizioni migliori per raggiungere la marina di Scilla. Il porto e Chianalea vi accoglieranno per il pranzo. Tuffi e bagni nel mare limpidissimo della Costa Viola.

Capo d’Armi (Capo Riace) – Verso sud dove si incrociano Mar Jonio e Mar Tirreno. Raggiungeremo la maestosa rupe di Capo d’Armi, Leukopetra Akroterion per gli antichi Greci e Leucopetra Promontorium per gli antichi Romani. Viene considerato il punto dove termina lo Stretto di Messina. Alla fonda durante un gustoso spuntino si potrà godere di un magnifico panorama.

Palmi, Bagnara e la Costa Viola –  «Ogni cosa si tinge con le diverse tonalità del colore viola, dando vita ogni sera, con i suoi spettacolari riflessi, ad una visione sempre nuova.» (Platone, IV secolo a.C.).
L’area deve il suo nome alla descrizione del filosofo Platone che, navigando lungo questo tratto di mare, secondo quanto riportato, rimase colpito dalle varie tonalità che assumono al tramonto il Mar Tirreno, la montagna dell’Aspromonte e tutto il paesaggio circostante. Sul far della sera, il colore è dovuto a un gioco di luci e rifrazioni e dal melange del verde delle montagne incombenti sul mare e le varie tonalità dello stesso mare;

Tropea – La leggenda vuole che il fondatore sia stato Ercole quando, di ritorno dalle Colonne d’Ercole (attuale Gibilterra), si fermò sulle coste del Sud Italia. Dici Tropea e pensi subito a sole, mare, e panorami indimenticabili.

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